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Dipingere i Figurini: Lucidare i Metalli PDF Stampa E-mail

 

In questo articolo cercherò di descrivere le varie tecniche che abbiamo a disposizione per realizzare i metalli attraverso la lucidatura del materiale stesso di cui è fatto il figurino.

Innanzitutto occorre dire che non esiste un procedimento valido in assoluto (ed io stesso non realizzo i metalli sempre allo stesso modo). E' possibile usare metodi diversi, e questo è ottimo poiché diverse possono essere le armature a seconda del periodo, delle condizioni ambientali e del rango di chi le indossa.
Ho cercato di rendere più chiare le varie fasi che descriverò, associandovi le foto relative alla lucidatura di un elmo.
Dopo avere tolto le linee di fusione (lima o carta abrasiva) le parti metalliche devono subire una prima lucidatura; si può usare una spazzola morbida di ottone (tipo quella per pulire le scarpe di camoscio) figura1oppure una spazzolina, sempre di ottone o di acciaio morbido, montata su di un trapano, oppure della lana metallica, oppure della carta abrasiva finissima bagnata. Questa prima pulitura darà una ottima lucentezza pur lasciando dei piccoli graffi sulla superficie (figura 1) e potrebbe essere già sufficiente per riprodurre metalli che portino i segni dell'uso.
Un passaggio successivo può essere quello di trattare la superficie precedentemente pulita come sopra con una sostanza abrasiva, tipo pasta dentifricia, o pasta abrasiva o bicarbonato umido ed aiutandosi con uno straccio o con una spazzolina montata sul solito trapano o più semplicemente con le figura2mani (usare in questo caso i guanti). Si lava tutto con acqua e sapone e si asciuga con un panno morbido. Il metallo così ottenuto si presenta leggermente meno lucente (e forse più verosimile) ma più liscio e levigato (figura 2) e ben riproduce armature ed acciai di buona qualità.
L'ultimo grado di lucentezza ottenibile si realizza sfregando la parte metallica con un qualsiasi oggetto di acciaio (la cruna di un ago, una graffetta, un arnese per modellare la creta), purchè non graffi. Si otterrà una superficie a specchio che riproduce armature di alta qualità e nuove fiammanti (figura 3; l'operazione è stata fatta soltanto sulla parte superiore dell'elmo per mostrare la differenza con la superficie non tirata a specchio).
figura3Naturalmente il metallo ottenuto con uno qualunque dei metodi descritti va poi ombreggiato e protetto.
Io uso una miscela di colori ad olio nero avorio + terra d'ombra 10:1 molto diluita (per la diluizione si può usare un solvente inodore per colori ad olio tipo essenza di petrolio, o acqua ragia inodore). La si passa su tutta la superficie, lasciandola depositare su giunture e scanalature. Il metallo assumerà così un certo tono, che dipenderà dalla percentuale dei due colori (si può aggiungere anche un po' di blu di prussia, dipende dal tono che vogliamo dare al metallo, e conviene fare prima delle prove magari su di un vecchio figurino). L'eventuale eccesso di colorefigura4 si può rimuovere, dopo che sarà evaporato il solvente, picchiettando con un pennello vecchio a setole allargate o con un panno morbido (figura 4). Dopo una rigorosa asciugatura (occorre aspettare almeno il giorno successivo) si può ripetere il procedimento, magari insistendo nelle parti più in ombra.
Eventuali punti di massima luce (spigoli vari) possono essere evidenziati con argento per tipografia molto diluito.
Alla fine si passano una o più mani di smoke grey Tamiya diluito 1:2 (è importante figura5diluire con acqua e non con solventi per non rischiare di rimuovere il colore ad olio dato in precedenza) ed eventualmente del trasparente lucido, sempre diluito almeno 1:2 (figura 5).
Tenere presenti due regole fondamentali: i lavaggi devono sempre essere molto diluiti e bisogna sapere aspettare che si asciughino bene.
Alla fine può essere utile ripassare alcune linee di giunzione e profilare alcuni dettagli con del nero (a seconda dei gusti si può usare nero opaco, nero lucido, nero ad olio o inchiostro nero che è più trasparente).


ESEMPI


Esempio 1: elmo lucidato con spazzola metallica e poi trattato con colori ad olio e smoke grey. Il metallo dorato è stato realizzato con smalto oro Maimeri.

Esempio 2
: parti in metallo lucidate con spazzola metallica e poi con pasta abrasiva e poi trattate con colori ad olio e smoke grey.

Esempio 3: parti in metallo lucidate con spazzola metallica e poi tirate a specchio con ago di acciaio e poi trattate con colori ad olio e smoke grey.

Per le cotte di maglia procedo nel modo seguente:
prima le lucido con la spazzola di ottone o paglietta metallica. Poi effettuo una serie di lavaggi con nero avorio ad olio diluito, facendo asciugare bene il colore tra un lavaggio a l'altro. Poi effettuo uno o due lavaggi con nero opaco acrilico molto diluito nelle pieghe e nelle parti in ombra dove non mi piace vedere il lucido. Infine passo un colore ad olio diluito, scegliendo tra i vari tipi di marrone, e non in modo omogeneo (esempio 4 e esempio 5). Questo perché penso che le cotte difficilmente potessero mantenere il loro aspetto brillante e scintillante e sicuramente potevano risultare sporche, ossidate se non addirittura arruginite. Dipende sempre da ciò che vogliamo trasmettere con la nostra pittura.
Se si vuole utilizzare la tecnica della lucidatura anche per i metalli gialli, allora si possono semplicemente trattare la parti precedentemente lucidate con del giallo trasparente (tipo pitture per vetro oppure il giallo trasparente Gunze-Sanjo o Tamiya) sempre diluito e magari passandoci più volte (esempio 6). Alla fine si può ombreggiare con un colore ad olio tipo terra d'ombra o terra d'ombra bruciata che diluito è particolarmente adatto a superfici in rilievo (esempio 7). Le profilature potranno essere fatte con le chine marroni della Citadel e, a lavoro ultimato, è consigliabile il solito passaggio con smoke grey diluito.
Quanto ho descritto è frutto della sperimentazione mia e di altri che hanno descritto il loro lavoro in svariate circostanze (internet, riviste, etc.) e naturalmente è la mia interpretazione delle varie fasi e non è detto che sia il metodo migliore. Penso che poi ognuno debba fare le variazioni e le correzioni che preferisce e che l'importane sia il risultato finale. Ho tra l'altro in mente di sperimentare ancora altre tecniche. Se porteranno a buoni risultati le descriverò negli articoli che accompegneranno i miei futuri lavori.


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Luglio 2010 07:30
 
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