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Guido Novello alla battaglia di Campaldino (1289) PDF Stampa E-mail

La battaglia di Campaldino del 1289 tra le forze ghibelline capitanate da Arezzo e quelle Guelfe guidate da Firenze è uno degli eventi riguardanti il periodo delle guerre comunali meglio conosciuti, studiati e riprodotti dal punto di vista modellistico.


Conte GuidiIl bellissimo libro "Gli eroi di Campaldino" di F. Canaccini descrive in dettaglio la vita di una serie di personaggi più o meno famosi che presero parte alla battaglia e gli eventi che li condussero a quel giorno di giugno del 1289, glorioso per alcuni e tragico per altri. Per ciascun personaggio sono illustrate le bellissime interpretazioni e realizzazioni di Mario Venturi.
Uno dei protagonisti di Campaldino è stato sicuramente il Conte Guido Novello, anche se nel suo caso non si può certo parlare di "eroe".
A capo della riserva ghibellina, quando le sorti della battaglia stavano volgendo al peggio per Arezzo ed i suoi alleati, il Conte Guidi anziché intervenire decise di ritirarsi e proteggere le sue roccaforti (il castello dei conti Guidi a Poppi è ancora oggi intatto e visitabile).
Anche se non si può affermare che un suo intervento avrebbe invertito le sorti della battaglia, il suo non fu certo un comportamento encomiabile.
Nel libro è riportata una scenetta che ritrae Guido Novello mentre con il suo seguito osserva le fasi della battaglia.

Dato che mi piaceva moltissimo l'araldica del Conte, ho deciso di rifare la scena, usando quello che offriva il mercato.
La mia scelta è così caduta sui pezzi EMI, molti e versatili, nella loro possibilità di combinare vari busti braccia gambe teste e cavalli. Altre foto della scena sono nella galleria dedicata.

Conte GuidiLa figura che riproduce il porta bandiera del Conte è stata usata tal quale, a parte la bandiera che è stata rifatta usando la solita lamina di ottone.

Conte GuidiIl cavaliere a piedi è stato leggermente modificato per ottenere una certa torsione del tronco e del capo.
Il conte Guidi è stato ottenuto combinando appunto le parti di due cavalieri che più si avvicinavano all'originale ed aggiungendo lo scudo a tracolla.

La quarta figura è invece un pezzo Elisena rappresentante un porta stendardo dell'ordine teutonico, al quale è stato sostituito lo scudo ed eliminato alcuni elementi non molto pertinenti come le cinghie che sostenevano lo stendardo, il rosario e la sacchetta che i monaci Conte Guidiguerrieri portavano alla cintura.
Ho cercato di posizionare le figure su piani diversi per dare alla scena più movimento.

La realizzazione dell'araldica è stata piuttosto lunga.
Prima di tutto ho realizzato il fondo bianco e rosso con le relative luci ed ombre.
Poi, per cercare di riprodurre piuttosto regolarmente i leoni rampanti ho usato il seguente metodo: ho fatto delle fotocopie dello stemma araldico di diverse misure (per bandiera, scudo e cavallo).
Poi le ho ritagliate, ottenendo una sagoma che si può usare per entrambi i versi (un leone rampante deve guardare sempre nella stessa direzione su entrambi i lati della bandiera o della gualdrappa).
Conte GuidiHo poi poggiato la sagoma sulla superficie dopo averla leggermenre bagnata per farla aderire bene soprattutto sulle pieghe della gualdrappa, ed ho così tracciato il contorno del leone con un colore scuro.
Si ottiene così un primo approssimativo disegno dei leoni (in questa fase è importante solamente che siano uguali e correttamente posizionati rispetto al centro ed alle diagonali dello sfondo).
L'interno dei leoni è stato poi colorato in bianco o rosso a seconda del campo su cui si trovavano sempre con le relative luci ed ombre.
Infine è stato delineato bene il contorno dei leoni, definendo dettagli come unghie, lingua, ciuffi di criniera zampe e coda.
Naturalmente dipingendo rosso su bianco e viceversa sono stati necessari più passaggi, ma il risultato finale come al solito ripaga del tempo speso.Conte Guidi

Ci sono nel libro altre belle scenette e sarebbe interessante riprodurre ad esempio la controparte del Conte Guidi, cioè Corso Donati, a capo della riserva guelfa e che, a differenza dell'anziano (per l'epoca) leader ghibellino si tuffò nella mischia senza aspettare gli accordi prestabiliti ma spostando di fatto gli equilibri dello scontro dalla parte guelfa.
Avrei già le figure e quasi quasi...
Marco Berettoni

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Novembre 2012 17:35
 
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