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Creazione di un Figurino: dalla foto alla scultura alla pittura. PDF Stampa E-mail

Quando si parte con un nuovo progetto la parte più interessante è la ricerca delle informazioni necessarie per la crezione del figurino. In questo caso il soggetto da realizzare è il papà di due figlie amorevoli, M.L. e M.V., che lo vogliono omaggiare di uno dei suoi ricordi più cari, quando da bambino ha parlato ai microfoni della EIAR in uniforme da Balilla.

La realizzazione prevede quindi una ricerca storica per l’uniforme, ma anche una sfida artistica per ottenere un ritratto somigliante. La sfida è interessante, quindi niente indugi e via alla ricerca.

L’anatomia e la somiglianza

balillaLe foto del papà Balilla sono abbastanza dettagliate per ottenere la somiglianza; diverse foto di fronte e di ¾ permettono di valutare i lineamenti in 3 dimensioni. L’età del nostro soggeto era di circa 10 anni, quindi la costruzione del manichino sarà impostata su un canone di 6 teste, che è stato verificato anche con le foto disponibili. Per ottenere un figurino che non sia troppo piccolo (non è il classico figurino da mettere in vetrina con molti altri come per la maggior parte dei modellisti e collezionisti) è stato deciso di usare una scala 1/20 in modo da ottenere un figurino alto intorno ai 60mm (gli adulti in scala 1/20 sono alti 75mm) che possa fare bella figura sopra un mobile.

L’uniforme

Il periodo in esame è il 1939 e l’uniforme da rappresentare è quella di un Balilla. Dopo alcune ricerche e grazie alla disponibilità delle figlie e della sorella del papà che fu testimone oculare abbiamo completato il quadro uniformologico:

Il papà all’epoca era già un Balilla moschettiere, ma a per esigenze dell'EIAR (l'evento fu immortalato su alcune riviste dell'epoca) per l’occasione ha vestito l’uniforme da Balilla semplice e quindi non avrà la mostrina da moschettiere.
L’uniforme effettivaente indossata era quella ordinaria da Balilla GIL, camicia nera, pantaloni grigi e calzini verdi. Le calzature erano scarponcini.
Gli elementi distintivi dell’uniforme erano il fregio Gil al Fez e la croce argento e amaranto al petto.
Il fazzoletto era fermato al collo dal distintivo con il bassorilievo del duce.

Lo studio EIAR

Anche l’ambientazione sebbene spartana necessita una certa ricerca di informazioni.
Gli elementi da ricreare sono:
Il microfono che, dopo alcune ricerche, ho stabilito essere un RCA Velocity Microphone modello 44-BX molto usato all’epoca (anche dal famoso trio Lescano) di cui ho trovato le specifiche del costruttore e le dimensioni. Altre foto d’epoca suggeriscono una base circolare. balillaNella figura di fianco: foto di un microfono dell'epoca e dettaglio del figurino finito.
Il leggìo, che ipotizzo avere un piedistallo a treppiede (anche per differenziarlo dal microfono e rendere la scena più varia)
Il pavimento, che grazie alla complicità della zia abbiamo accertato fosse in lynoleum.

Ora che le informazioni sono tutte chiarite non resta che partire con la realizzazione del figurino.

La scultura (di Riccardo Cerilli)

balillaTutto il lavoro di scultura a fresco (stucco bicomponente Magic Sculpt e Duro in fase di catalizzazione) viene realizzato con spatole e pennelli vari, mentre le rifiniture successive a stucco essiccato, sono  effettuate con bisturi e limette.
La creazione del manichino come già accennato si basa su un canone preciso per ricreare la giusta anatomia di un bambino di 10 anni. Per ottenere il canone a 6 teste in 75mm ho utilizzato un diagramma anatomico maschile rappresentante le diverse età che ho stampato nella giusta grandezza per poi costruire il manichino con un’immagine di riferimento.
balillaIl manichino è costruito usando attaches metalliche di acciaio che collegano piccoli pezzi anatomici di resina precedentemente preparati che definiscono il petto, le anche ed i piedi. In seguito ho iniziato la scultura della testa che è stata la parte più complessa che ha richiesto la maggiore attenzione possibile per non compromettere l’intero lavoro.
Particolare attenzione è stata applicata anche alle braccia che essendo appoggiate al leggìo devono essere scolpite in modo che le mani sembrino veramente appoggiate ma non incollate allo stesso per permettere una pittura più agevole dei pezzi separati.
 
Una volta ottenuta una somiglianza accettabile ho scolpito il Fez, per avere chiara l’altezza totale e valutare quindi il bilanciamento e l’armonia del figurino.
balillabalillaDopodichè si può iniziare la “vestizione” che avviene a sfoglie successive per ottenere il maggior realismo possibile: ho quindi applicato una sottile sfoglia di stucco per ricreare camicia e pantaloncini che ho dettagliato e fatto asciugare. In seguito ho applicato i vari dettagli in ordine di grandezza per completare l’uniforme, quindi in ordine ho applicato, i calzini, gli scarponi, il fazzoletto, i distintivi, i bottoni e la croce.
Per completare la fase di scultura si eliminano le piccole imperfezioni dei vari strumenti usati con una lieve lisciatura del pezzi con carta smeriglio di diverse grane sempre più fini.

La pittura (di Marco Berettoni)

Come prima operazione si procede ad un attento esame della scultura per individuare eventuali parti da ritoccare o da lisciare ulteriormente. Molto poche in verità grazie all’ottima qualità del lavoro di Riccardo.
Subito dopo è stata applicata una mano di fondo per permettere poi ai colori di meglio aderire alla superficie in resina della scultura. Dopo la stesura di questo fondo eventuali piccole imperfezioni sono state ripassate con stucco e/o carta abrasiva finissima. Di nuovo lo smalto dove era stato necessario fare qualche ritocco e la miniatura è pronta per la pittura.
Tutti i colori usati, a parte gli oli, sono acrilici vallejo e quasi sempre ho aggiunto del flat base per mantenere massima opacità, tranne che per la camicia che invece doveva risultare leggermente satinata. Qui, oltre a non usare il flat ho anche passato del satin varnish diluito.

Ho cominciato dagli incarnati, con il viso che rimane sempre la parte più importante, quella che per prima salta all’occhio dell’osservatore. balillaIl volto poi in questa miniatura è ancora più importante poichè si vuole riprodurre una somiglianza quanto più vicina possibile con il fanciullo della fotografia. Per l’incarnato ho scelto una mescola di partenza adatta a riprodurre una carnagione molto chiara. Dopo una prima serie di luci ed ombre sempre con colori acrilici sono poi passato agli oli, utilissimi per gli incarnati in quanto permettono una perfetta sfumatura dei colori lasciando una finitura satinata.
Trattandosi di un bambino sono stati evitati contrasti forti per lasciare la sensazione di una carnagione delicata.

E’ stata poi la volta dei dettagli quali occhi e bocca, capelli e sopracciglia. Nel frattempo ho anche colorato con del nero il basco e la camicia per visualizzare meglio come sarebbe stato l’aspetto finale del volto incorniciato dagli altri elementi e scegliere bene così il giusto tono per capelli ed incarnato. Il colore dei capelli è stato modificato durante le sua realizzazione. Infatti si era partiti da un colore rosso-biondo che poi, dopo vari feedback con ML, è risultato invece essere biondo cenere.

La figura presentava poi, a parte il fazzoletto azzurro, una preponderanza di toni nero/grigio.
Di seguito i toni usati per i vari elementi per base, luci ed ombre:

Elemento

Base

Luci

Ombre

basco

nero+marrone 

uniforme inglese

nero

camicia

nero+grigio blu

grigio blu + grigio

nero

pantaloncini

grigio scuro+marrone cioccolato+verde scuro+terra

base+terra+verde oliva

base+marrone cioccolato+nero

calzettoni

grigio scuro+marrone cioccolato+verde scuro+terra

base+terra+verde oliva

base+marrone cioccolato+nero

scarpe

nero+marrone

marrone

nero

                   


Il fazzoletto al collo è stato realizzato con una base azzurro medio + azzurro grigio, luci con bianco pergamino ed ombre con blu di prussia.      

Il fregio sul fez (riproduzione della M di Mussolini),  il medaglione del fazzoletto e la croce sono stati realizzati con base nero e poi dry brush con agento per tipografia e lavaggi successivi con oli diluiti. 

Il leggio, dopo una base di nero è stato trattato con pigmento argento per tipografia. Un lavaggio con nero di marte ad olio e poi si ripassano le parti più in luce sempre con argento.
Ho poi fotografato una pagina dello spartito di canzoni per chitarra con tanto di note e testo. Ho poi stampato la foto rimpicciolendola fino alle dimensioni adatte. Ho ritagliato la paginetta incollandola ad una serie di altre micro pagine per dare l’effetto di un fascicolo.

Il microfono è stato anch’esso trattato con nero e poi, per la parte in metallo, dry brush con rame, rame + oro ed infine oro. Le parti in nero del microfono sono state trattate con trasparente lucido, mentre il cavo con olio nero per conferire i diversi gradi di lucidità propri dei materiali che li compongono. 

Per il pavimento ho usato un pezzo di vero linoleum, aggiustato poi un poco a pennello e trattato con trasparente lucido (effetto cera).

E’ stato molto divertente realizzare questo figurino e soprattutto siamo felici che il nostro lavoro abbia potuto soddisfare il desiderio di M.L. e M.V. di regalare al loro caro papà un così prezioso ricordo di tanti anni addietro.

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Novembre 2012 20:21
 
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